La BCE prevede inflazione oltre il 2% fino al 2027

Le guerre causano un incremento del 14,3% nei costi energetici

La BCE prevede inflazione oltre il 2% fino al 2027

La Banca Centrale Europea ha segnalato che l'incremento dei costi energetici avrà effetti fino al 2027. Nel Bollettino economico diffuso oggi si legge: "Il conflitto in Medio Oriente e l'aggressione della Russia contro l'Ucraina hanno ulteriormente spinto al rialzo i prezzi dell'energia", affermano da Francoforte, ritenendo "probabile" che ciò "mantenga l'inflazione ben oltre l'obiettivo del 2% fino alla metà del 2027".

Successivamente, secondo la BCE, "i prezzi dell'energia dovrebbero calare e rimanere negativi fino a metà 2028, contribuendo a ridurre l'inflazione complessiva". L'istituto prevede inoltre "un passaggio graduale degli aumenti energetici ai prezzi alimentari e di base". La BCE ritiene che "un miglioramento delle prospettive economiche possa portare a un lieve aumento dell'inflazione di fondo, che continuerà a crescere fino all'inizio del 2027 e rimarrà elevata per il resto dell'anno, per poi diminuire nel 2028". In generale, "si prevede che l'inflazione complessiva torni verso l'obiettivo entro la fine del 2027, grazie anche agli effetti dei tassi di interesse più alti".

La Banca di Francoforte considera i rischi per l'inflazione "orientati al rialzo", principalmente a causa delle tensioni in Medio Oriente e della guerra in Ucraina. La crisi energetica potrebbe peggiorare, con un impatto significativo su altri prezzi. In particolare, i prezzi del gas potrebbero aumentare se si verificassero ulteriori interruzioni delle forniture o un inverno rigido con basse riserve energetiche. Questo scenario potrebbe causare un aumento dell'inflazione attraverso effetti indiretti e secondari.

Nuove tensioni commerciali potrebbero inoltre frammentare ulteriormente le catene di approvvigionamento globali, riducendo l'offerta di materie prime critiche e aggravando i limiti di capacità produttiva nell'economia dell'area euro. A ciò si aggiungono eventi meteorologici estremi e la crisi climatica e ambientale, che potrebbero far salire i prezzi dei beni alimentari.

Al contrario, l'inflazione potrebbe essere inferiore se i conflitti geopolitici attuali si risolvessero in modo duraturo, o se gli effetti indiretti o secondari del recente shock dei prezzi energetici fossero meno intensi del previsto. Inoltre, mercati finanziari più volatili e avversi al rischio potrebbero ridurre la domanda e, di conseguenza, l'inflazione.

Il consiglio direttivo continuerà quindi "a monitorare attentamente l'entità e la persistenza degli aumenti energetici, nonché il loro impatto su prezzi, salari, aspettative di inflazione e dinamica economica complessiva".

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