Un vasto incendio ha devastato la provincia di Almería, nel sud della Spagna, causando una delle peggiori crisi ambientali recenti in Andalusia. Il fuoco, divampato nel comune di Los Gallardos, ha provocato almeno undici morti e otto feriti, quattro dei quali in condizioni critiche. Inoltre, 23 persone risultano ancora disperse, secondo un bilancio preliminare delle autorità.
L'allarme è stato lanciato giovedì pomeriggio, quando alcuni cittadini hanno segnalato ai servizi di emergenza la caduta di un cavo elettrico vicino a una strada e a una zona con molta vegetazione secca. Alcuni testimoni hanno collegato l'incidente all'origine dell'incendio, ma non ci sono conferme ufficiali sulle cause.
Le fiamme si sono propagate rapidamente, favorite dalle condizioni ambientali. Antonio Sanz, responsabile regionale per la Sanità e le Emergenze, ha dichiarato che molte vittime sono state trovate nelle loro auto, sorprese dall'improvviso avanzare del fuoco mentre cercavano di fuggire.
Sanz ha spiegato che l'incendio si è diffuso con una velocità eccezionale, anche a causa del terreno difficile e della presenza di abitazioni sparse. Si ipotizza che alcune vittime, forse turisti stranieri, abbiano cercato di lasciare l'area seguendo percorsi alternativi rispetto alle vie di evacuazione consigliate.
Per facilitare l'identificazione delle persone ancora disperse, la polizia ha istituito un punto di raccolta per le denunce dei familiari e per la raccolta di campioni biologici. L'Agenzia andalusa per le emergenze e il numero 112 hanno attivato una linea di supporto per le famiglie coinvolte.
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L'emergenza ha portato le autorità a ordinare numerose evacuazioni preventive. Nelle prime ore di venerdì, alcuni quartieri di Los Gallardos e aree del vicino comune di Bédar sono stati evacuati. Circa ottanta persone di Antas sono state temporaneamente ospitate in una struttura religiosa, mentre complessivamente circa mille persone sono state evacuate per precauzione.
Un centro sportivo comunale è stato adibito a rifugio per gli sfollati, accogliendo alcune decine di persone. A Bédar, altre persone sono state colpite dalle conseguenze del fumo e delle fiamme: una donna è stata ricoverata per ustioni, mentre altri hanno ricevuto cure per problemi respiratori e lesioni minori.
L'incendio ha avuto un impatto significativo sulla viabilità. Alcuni tratti stradali, inclusa una parte dell'autostrada vicino all'area colpita, sono stati chiusi per consentire le operazioni di soccorso. Anche una cerimonia istituzionale per il rinnovo del governo regionale andaluso è stata rinviata a causa dell'emergenza.
Antonio Sanz ha definito l'incidente "una tragedia senza precedenti" e il peggior incendio mai registrato nella regione. Anche il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime.
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L'incendio di Los Gallardos non è l'unico in Andalusia. Giovedì, un altro incendio ha colpito la zona di Estepona, nella provincia di Malaga. Spinto dal vento, il fuoco si è avvicinato al comune di Benahavís, rendendo necessaria l'evacuazione di circa cento residenti lungo la Costa del Sol e la chiusura temporanea di alcune strade.
Un ulteriore incendio è stato segnalato nella provincia di Córdoba, dove le fiamme hanno causato la chiusura di una strada e la sospensione del traffico ferroviario tra Alcolea de Córdoba e il capoluogo provinciale, con ripercussioni anche sui collegamenti ad alta velocità verso Madrid.
Negli stessi giorni, altri incendi hanno colpito il nord-est della Spagna, in particolare l'area dei Pirenei al confine con la Francia. Le fiamme hanno distrutto oltre venti chilometri quadrati di vegetazione, molti dei quali all'interno dell'area naturale protetta di Les Gavarres.
L'ondata di incendi arriva dopo un periodo di temperature eccezionalmente alte. Giugno è stato il mese più caldo mai registrato nell'Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale. In Spagna, secondo i dati disponibili, è stato finora il mese più devastante dell'anno per gli incendi, con circa 160 chilometri quadrati di territorio già bruciati.
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